Francesco Colaleo

Re-Garde

image2

Re-Garde desidera indagare sul senso della vista. Il progetto coreografico approfondisce il rapporto tra due uomini che si battono per l’affermazione del sé, pronti a subire o ricevere, a dare o perdere, a essere manipolati, provocati, abbandonati. Il corpo è controllato e vigile come lo sguardo, ma non rinuncia a godere di momenti di distensione e respiro. È l’analisi corporea e antropologica di un ipotetico soggetto noir che ammetta l’esistenza di un colore più gradevole, vicino alla sfera dell’umana e carnale visione della vita in tempi moderni. L’alternanza tra binomi opposti consente agli interpreti di valicare i delicati confini che separano la giovinezza dalla vecchiaia, offrendo un immaginario vasto e poetico.
Il progetto desidera stimolare riflessioni di carattere empirico e filosofico: nella fattispecie su un ipotetico potere di controllo della vista e su un suo condizionamento legato alla sfera delle relazioni sociali. Il percorso seguirà, attraverso la creazione di partiture coreografiche, una metodologia dell’osservazione, basata sulla prospettiva del punto di vista: sia esso positivo o negativo: più semplicemente cercherà di comunicare quanto sia soggettivo il modo con il quale osserviamo il mondo e le persone che lo abitano. Oltre all’edificazione di un impianto coreografico, regolato dalle leggi più semplici di composizione, si seguirà un percorso teatrale, con particolare attenzione alla visione innocente e pulita di uno sguardo che si posa sulle cose e che ironicamente sa divertirsi con la vita. Un’osservazione da fanciullo pascoliano, priva di qualsiasi condizionamento e libera di potersi esprimere. Durante il periodo di residenza, attraverso queste coordinate artistiche, si desidera completare il lavoro che ad oggi è giunto ad un suo studio embrionale di 20 minuti. Nella prima fase di residenza, presso il Teatro Akropolis di Genova, l’obiettivo sarà quello di creare immagini e materiale
coreografico, mentre nella seconda fase di residenza, presso Spazio Teatro Idra di Brescia, daremo al lavoro una sua forma compiuta, soffermandoci di più sull’aspetto registico e drammaturgico, grazie al tutor che ci seguirà nel secondo attraversamento. Le aspettative sono concrete ed in linea con il desiderio di trovare luoghi ospitali e adatti a stimolare la creatività.