Lara Russo

Rame

FOTO RAME

Un materiale resistente, freddo al tatto e apparentemente privo di vita si mostra nelle sue possibilità di essere agito. Così attraverso la caduta, la sospensione e l’assemblaggio di questi tre elementi lo spazio muta insieme ai suoi corpi costantemente alla ricerca di nuove strategie di collaborazione. Cosa costruire, e´una domanda insita nella danza stessa, E il desiderio ne anima la ricerca. Può rivelarsi la più grande conquista o il più grande fallimento; questo diventa pretesto per i tre di avvicinarsi a un dialogo fatto di responsabilità e accoglienza. La tattilità permette esitazioni e tregue in cui incontrare un paesaggio e viverlo.
La mia aspettativa nei due attraversamenti è quella di creare una forte coesione tra gli interpreti, che diventano artefici stessi dell’opera, evitare la sequenza mnemonica e di lavorare invece la intesa e l’ascolto tra i corpi, la possibilità di azione e reazione che rende il lavoro vitale e in continua evoluzione. Quello che mi interessa in questa ricerca, è l’elemento di rischio e di imprevedibilità che la materia introduce nella composizione coreografica. A differenza di altre indagini dove e´il solo corpo a stare in scena, qui la presenza della materia obbliga i danzatori a uno stato di allerta e di collaborazione vera,istantanea, da ricalibrare in ogni istante. La qualità e l’approccio al lavoro, sia durante la ricerca che in scena, cambiano così il concetto di coreografia:non sono io ‘coreografa’ a decidere o a imporre la scena, a prevalere è l’accadimento a cui segue la rivelazione.

Gli artisti Mahatsanga le Dantec e Yesenia Trobbiani parteciperanno come collaboratori attivi nella ricerca per esplorare le potenzalità tecniche dei materiali. Le idee principali per ora sono quelle di
sfruttare il suono prodotto dal movimento dei pali per registrarlo e usarlo come tappeto sonoro interattivo e approfondire le possibilità architettoniche dei materiali.

Residenza IDra

Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva – diretta da Stalker Teatro