Nastro di Möbius/RETABLO – Filius

La compagnia

Nastro di Möbius ha sede a Squillace (CZ) e si sviluppa come centro culturale indipendente e vede la direzione artistica di Saverio Tavano, regista e drammaturgo. Dal 2016 organizza INNESTI CONTEMPORANEI un festival arrivato alla quarta edizione.

Dal 1989 Retablo crea, produce e promuove drammaturgia contemporanea. Ha organizzato a Catania i festival PERCORSI e CULTANIA. Ha portato in scena svariati drammaturghi contemporanei alcuni dei quali mai rappresentati prima in Italia: il venezuelano José Ignacio Cabrujas e il tedesco Daniel Call rispettivamente con i testi Acto Cultural e Das Kammerspiel.

Il progetto

Ci siamo chiesti, cosa accade in un uomo il cui potere lo spinge oltre il proprio limite fino a farne un’abuso? Siamo partiti da vari casi di tortura noti negli ultimi 20 anni di storia, li abbiamo studiati nel modo più oggettivo possibile. Secondo vari teorici, tra cui il professore Jerome Skolnick, questo comportamento si radicalizza negli anni di attività e carriera, ove, avendo a che fare con elementi disagiati e deviati, forzatura della legge, casi di violenza e omicidio molto sensibili, la mente degli addetti all’ordine subisce un regressione assumendo posizioni di carattere autoritario e repressivo giustificate come unico mezzo di mantenimento della legge.
Abbiamo analizzato le dinamiche psicologiche che pongono l’uomo nella condizione di elemento “sacrificante” nella posizione spesso autoindotta di “agnello sacrificale” e la posizione del suo torturatore, di aguzzino. Esiste una relazione tra i due elementi che fonda le proprie origini nell’antichità, dalla ritualità umana.
Questo lavoro di immaginazione ha iniziato concretamente ha dare i suoi frutti partendo da un’intercettazione telefonica, quella tra uno dei carabinieri che ha partecipato al caso Cucchi e sua moglie.
Siamo voluti entrare dentro una casa, la casa di un uomo delle forze dell’ordine, un uomo che ha abusato del suo potere sulla vita di qualcun altro. Come è casa sua? Quest’uomo ha dei figli? Una moglie? Come si vive in questa famiglia? Una famiglia come tante altre.

La residenza

La funzione di una residenza, nel senso etimologico del re-sidente, definisce l’importanza di sedersi di nuovo, ri-accomodarsi, ri-sedersi e riflettere, ri-analizzare, capire ancora, ri-sviluppare. Fondamentale sarà quindi questa fase per sviluppare con maggiore solidità la trama e definirla con maggiore accuratezza, anche grazie ad un processo di ricerca, drammaturgica e di sviluppo scenico, sopratutto grazie ad una serie di improvvisazioni che gli attori proporranno sulla base di un già solido elemento nucleare, iniziando a porre le basi per una materia che già a conclusione della residenza potrebbe possedere una primordiale struttura scenica.

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