OPERA BIANCO – JUMP!

Residenza IDRA + Teatro Akropolis

OPERA BIANCO – JUMP!

La compagnia

OPERA BIANCO è un progetto di ricerca artistica di Vincenzo Schino, regista e artista visivo e Marta Bichisao, danzatrice e coreografa. OPERA BIANCO è l’evoluzione del gruppo Opera, attivo dal 2005 al 2016. Dal 2018 OPERA BIANCO è artista IN SITU, piattaforma europea per la creazione artistica nello spazio pubblico. Dal 2014 riceve il contributo della regione Umbria per lo spettacolo dal vivo.

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Il progetto

JUMP! affronta il problema del ritmo dell’uomo in dialogo con il ritmo del mondo. La danza è la risposta a una domanda implicita nell’ambiente che ci circonda: come continuare a camminare nonostante tutto stia crollando? Usiamo il clown come metafora della condizione umana.
Buster Keaton modifica continuamente il suo corpo e le leggi fisiche che lo riguardano in funzione di una marcia ostinata. Egli sfrutta i disastri per nutrire il ritmo delle sue gag. Pura danza in armonia con il movimento del mondo. In questo senso la sua figura è totalmente contemporanea.
Abbiamo scelto di lavorare a partire da uno spazio vuoto, da una coppia di performer che lavora su azioni fisiche comiche, slapstick e gag. Su questo tessuto ritmico, due danzatori cercano l’essenza geometrica di un movimento sgraziato e libero dalla forma. La differenza dei linguaggi nello stesso spazio crea un dialogo ritmico, come musicisti con strumenti diversi per una stessa sinfonia. Un contrappunto continuo tra azioni concrete e movimenti astratti. Caduta, salto, sospensione.
La caduta se vista sottosopra diventa un salto, un tentativo di volo.

La residenza

Nel corso della residenza vorremmo approfondire il lavoro sulla composizione che parte dalla necessità di limitare più possibile il controllo nella creazione artistica in funzione della vitalità del caso. Il ritmo sarà il centro della ricerca. Ci interessa il ritmo naturale delle cose. Nei sistemi biologici da un lato e in quelli umani dall’altro (la piazza, i giochi dei bambini) si legge un’armonia che ha una risonanza nell’organismo umano. Per mantenere, all’interno di una generale partitura scritta, la vitalità dell’incontro casuale o dell’incidente, abbiamo creato due sistemi coreografici autonomi che occupano lo stesso spazio.