Teatro dei Gordi ● Quando nasce l’eroe, ecco che muore l’uomo

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“Quando nasce l’eroe, ecco che muore l’uomo”.
Albert percorrerà questi attraversamenti alla ricerca di ciò che lo rese mito, leggenda, scienza incarnata in un mondo di rabbia e conflitti. L’uomo vorrebbe uccidere l’eroe. Vendicarsi. Vendicarlo.
Dovrà comprenderlo, invece. Accettarlo e inghiottirlo, convivere con il bambino, il padre, l’esule, il dissidente, l’amante, il vecchio. Essi Sono, contemporaneamente, sempre.
Il tempo non scorre più orizzontale, il tempo è una sfera. La polvere ritorna carne, la pietra sangue. La curiosità è più forte della fisica newtoniana.
L’eroe – come l’uomo – ha bisogno di alleati, maestri e amici. C’era una volta un ragazzo di nome Otto.
Otto aveva trent’anni, un telefono nuovo, un quasi lavoro, una pseudo vita. E non aveva proprio intenzione di stravolgerla il giorno in cui la statua di Albert Einstein si svegliò.